Space Clearing, ovvero SGOMBERARE per vivere meglio

Circa un anno fa è entrato in casa mia il libro Space clearing – Libera il tuo spazio, trasforma la tua vita di Lucia Larese.
Si tratta di un manuale per imparare a liberare la propria casa dal “clutter” (termine inglese per definire l’ingombro di cianfrusaglie inutilizzate che occupano spazio senza uno scopo) in modo da vivere meglio senza fardelli fisici e mentali.

Il libro alterna capitoli romanzati, con la testimonianza immaginaria di un uomo che affronta il decluttering della sua casa di scapolo (ri)trovando poi l’amore sul finale, e capitoli del manuale vero e proprio che insegnano al lettore le tecniche migliori per sbarazzarsi del superfluo.

L’autrice sprona chi legge a mettersi all’opera per iniziare sul serio a sgombrare casa, anche se per anni si è rimandata l’operazione con mille scusanti una dopo l’altra.

Quando vogliamo liberarci di qualcosa che non utilizziamo da tempo spesso sono frasi come
“Ma è costato una fortuna!” oppure “E’ un ricordo!” a bloccarci.

Beh, dopo la lettura di questo libro ho cominciato a pormi le domande giuste quando mi interrogo sul destino di un oggetto, sia esso un indumento, un libro o un attrezzo.
Le risposte spesso sono:
“Sì, è costato una fortuna e visto che non l’ho mai indossato/letto/utilizzato ogni volta che lo vedo mi ricorda del pessimo affare che ho fatto al momento dell’acquisto.
Fuori da casa mia!”

oppure
“Certo, è un ricordo… ma di cosa? Di un’amica che non vedo più da 8 anni e che mi era anche poco simpatica? Di un orribile periodo scolastico legato a episodi tristi?
Via, nella raccolta differenziata!”

La verità è che non bisogna avere paura di liberarsi del passato, specie se questo passato fa male.
Che senso ha riempirsi casa di quei compiti svolti con tanto impegno ma che poi tornavano a noi irrimediabilmente con un “4” scritto in penna rossa?
Quella gonna in cui non entreremo mai più, che indossavamo quando abbiamo conosciuto un “lui” che non vediamo da anni, è davvero indispensabile tenerla in bella vista nell’armadio? Forse c’è qualcuna che la porterebbe là fuori…

Le donne in particolare tendono ad accumulare molto, a trattenere tutto ciò che entra in casa e e ad attaccarsi morbosamente agli oggetti come simulacri delle relazioni che rappresentano.
Avete presente le “scatole dei ricordi”? O ancora peggio “le scatole degli ex”? 🙂
Nel riempirle (se piccole e dal contenuto selezionato) non si nasconde un grosso problema, è anche giusto conservare ciò che ci rende (o ci ha resi) felici.
Il guaio nasce quando tutta la casa – o la nostra stanza se non viviamo soli – è una gigantesca scatola dei ricordi, che ci opprime, perché non tutto ciò che conserviamo ci ricorda momenti felici… vero?
A certi livelli si arriva al disturbo chiamato Disposofobia.

Guardatevi intorno in casa. C’è molto disordine?
A cosa è dovuto? Forse meno ciarpame sarebbe più gestibile 😉

Vi lascio con un servizio del 2004 del TG2 costume&società in cui Lucia Larese dispensò consigli sempre attuali per fare Space Clearing.
Buono Sgombero! 🙂

“Quando la nostra casa contiene soltanto le cose amate, usate e apprezzate, l’ambiente in cui viviamo diventa un’impareggiabile fonte di sostegno ed energia. Di contro, tutto quello che è dimenticato, abbandonato, non amato, inutilizzato, farà sì che l’energia della casa rallenti e ristagni e avremo la sensazione che la vita non stia andando avanti. Ecco perché quando ci sbarazziamo di qualcosa che non ha un vero significato per noi ci sentiamo più leggeri nel corpo, nella mente e nello spirito.”
(Space Clearing – libera il tuo spazio, trasforma la tua vita, Lucia Larese)

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