Irlanda on the Road: istruzioni per l’uso

Sono tornata ieri da una settimana in Irlanda in compagnia della mia dolce metà.
Pare sia un viaggio molto invidiato da tutti miei amici, che mi chiedono a gran voce spiegazioni circa gli spostamenti e l’organizzazione generale. 😀
Essendo molto fiera di come è stato organizzato il tutto rendo pubbliche le principali tappe e qualche consiglio di carattere pratico.

Innanzitutto, è stato molto utile l’acquisto di una guida Routard sull’Irlanda prima di partire.
Comprare una guida turistica per alcuni è segnale di viaggio ignorante e preconfezionato, ma in questo tomo (scelto rispetto agli altri anche per il peso contenuto) abbiamo trovato molte informazioni utili.
Per ogni città si trovano le voci “come arrivare/come partire” con qualche indicazione sui pullman e sui treni, “dove dormire” per informazioni su B&B, ostelli e alberghi, ma soprattutto le utilissime “dove mangiare” e “dove bere qualcosa” che in Irlanda sono certamente punti importanti! 😀

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Concludendo i consigli per gli acquisti dico che prenotando con il dovuto anticipo sul sito di Aer Lingus (almeno 5 mesi fa, credo) abbiamo pagato i biglietti aerei per andata e ritorno sui 140€, ma di ciò si è occupato l’uomo, perché io di acquisti online non sono pratica 😀

Siamo partiti il 23 aprile 2013, in occasione del “ponte del 25 aprile” e tornati il 30, in modo da approfittare della festività del Primo Maggio!
E’ un buon periodo per visitare l’Irlanda, o almeno, rispetto al tipico clima irlandese siamo stati abbastanza fortunati da vedere diversi sprazzi di sole nell’arco della vacanza, tanto da tornare con le facce di un tono leggermente più scuro rispetto al resto del corpo, costantemenre coperto da pesanti strati di vestiti.

Dopo una notte (ospiti a scrocco) e una giornata a DUBLINO siamo saliti su un pullman per Cork. E’ bene sapere che il trasporto irlandese si basa quasi interamente su gomma, nel senso che i treni sono costosi e più lenti.
Ma anche i pullman non fanno miracoli, per cui portatevi da leggere se avete in mente spostamenti lunghi (se non soffrite il mal d’auto! Alcune strade sono davvero impervie!).

CORK è risultata essere la città in assoluto meno turistica all’interno del nostro giro.
Rispetto agli altri centri urbani presenta più degrado, ma è comunque caratteristica e piacevole da visitare.
Per certi versi ci ha ricordato Taranto, forse per la massiccia presenza della zona industriale sul fiume! 😀
Abbiamo scelto l’ostello seguendo la guida, spendendo 40€ a notte per una stanza doppia poco distante dal centro, ma CON IL BAGNO IN COMUNE A TUTTO IL PIANO.
Avendoci passato solo due notti ce lo siamo fatti andar bene, ma se siete sensibili all’argomento ‘bagno’ scegliete un posto diverso dal Sheila’s, che trovate in cima a una ripida salita.
Da Cork avevamo in mente di prendere un pullman per un viaggio organizzato da PaddyWagon per percorrere il Ring of Kerry, ma siamo stati sconsigliati dall’albergatore perché avremmo passato tutta la giornata su un autobus senza goderci sul serio il giro, specie con la solita incognita irlandese del clima.
Abbiamo quindi optato per un semplice viaggio in pullman fino a KILLARNEY di un’ora e mezza e per un’escursione dentro il PARCO NAZIONALE, un’enorme distesa di verde tra prati e boschi, con diversi sentieri battuti da percorrere a piedi (o in costosi calessi, per i più pigri).
La nostra camminata di 2,5 km ha portato a questo =>

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Sempre l’albergatore ci ha suggerito di provare la birra Murphy’s al posto della Guinness, perché prodotto tipico della zona di Cork! E’ buona quanto la sua cugina dublinese, ma evitate la Beamish… è davvero amara e imbevibile, sia per me che sono una fanciulla sia per il mio rude accompagnatore! XD

Un altro percorso in pullman di quasi 3 ore ci ha portato quindi a Galway, la mattina del 26 aprile dopo un’abbondante colazione vegetariana al Quay co-op Restaurant in O’Sullivan’s Quay a Cork .

GALWAY dal punto di vista enogastronomico è una città frustrante, nel senso che in quattro serate non abbiamo trovato un posto dove cenare senza girare almeno un’ora tra le vie stracolme di turisti e ristoranti.
Appunto, non è che manchino i posti dove mangiare, ma i menu sono davvero ripetitivi e per quanto buono il fish&chips a pranzo e a cena è impegnativo.
Abbondano poi i ristoranti italiani, ma da bolognese leggere di questi fantomatici spaghetti che non esistono in tutti i menu appesi fuori dalle vetrine faceva un po’ venire male al cuore (anche e soprattutto per le pizze margherita a 10€, tipiche dei ristoranti italiani all’estero).
Una cena particolarmente apprezzata è stata al giapponese (!!!) Wa-Cafè in New Dock Street, vicino al porto: 25€ in due per un buon sushi che non mangiavo da tempo e da MacSwiggans su Eyre Street.
Quest’ultimo non è affatto economico, ma per un’enorme bistecca e un’insalata di salmone freschissimo (più gustosissimi dolci) 70€in due non sono nemmeno eccessivi!

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Aldilà del cibo, GALWAY è il posto giusto da cui far partire i tour per i posti più belli e incontaminati d’Irlanda.
E’ la città più vicina alle Cliffs of Moher e alle Isole Aran e anche senza prenotare ci si può informare con le brochure dell’ufficio turistico per scegliere il tour ideale (ovviamente in pullman) per visitare queste mete imperdibili.
Per le Cliffs of Moher ci siamo affidati al giro di un giorno della Healy Tour: guidati da “coach” siamo arrivati alle scogliere dopo una lunga sosta alla Aillwee Cave, per un’opzionale spettacolo di falconi in volo.
E’ stata una gita un po’ fantozzesca a causa dei pochi “minutes” a disposizione per il pranzo e le soste più brevi, ma la bellezza delle scogliere ci ha fatto dimenticare perfino i kilometri percorsi a piedi per raggiungerle nel punto più alto… e nessuno sul pullman si è esibito nella “karaoke competition”! 😀

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E’ importante sapere che a Galway alloggiavamo al B&B Killcullen (bel nome, noh?) che ha una simpatica particolarità a parte la squisita gentilezza dei gestori: si possono prenotare i pullman turistici in modo che si fermino a caricare gli ospiti del B&B direttamente davanti al portone.
Questo ci ha permesso di fare colazione con calma alle 8:30 e uscire alle 9:25 per farci caricare da un pullman diretto alla Bus Station sia per la gita alle Cliffs of Moher che per quella alle Isole Aran, senza levatacce né rischio di ritardi.
Ciò, insieme alla citata colazione gustosa, abbondante e personalizzata, giustifica i 70€ a notte spesi per il pernottamento a Galway (280€ in tutto).

La penultima giornata è stata appunto dedicata alle Aran Island: senza guide turistiche, siamo andati in  pullman al porto da cui partiva il traghetto verso l’isola più grande delle tre, e da lì siamo partiti a piedi per 6 (o 7?) km fino a Dùn Aengus.
Il ritorno ho preteso di farlo col pullmino, più che altro perché arrivando a mezzogiorno e ripartendo con l’ultimo traghetto alle 17 era impossibile pranzare da Ti Joe Wattys scendendo dalla scogliera a piedi.

17€ di pullman andata e ritorno da Galway, 25€ per la traversata oceanica fino all’isola, 10€ se noleggiate la bici una volta arrivati… oggettivamente diventa una gita dispendiosa, ma per una visuale del genere forse ne vale la pena.

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L’ultimo giorno dopo tanto scarpinare volevo un po’ di turismo ignorante (leggasi: SHOPPING!) e dopo una mattinata nel centro commerciale di Galway saccheggiando Penny’s (ragazze andateci, c’è anche a Cork e a Dublino!) con buona pace dell’uomo, siamo andati a CLIFDEN.
Secondo la guida Routard doveva essere una città molto turistica, in realtà l’ho trovata un po’ una Santa Maria di Leuca irlandese, considerando il Connemara come fosse il Salento! 😀
Parecchi negozi, ma costosi e fin troppo caratteristici, dove è difficile fare acquisti a fine vacanza.
La Sky Road è comunque una bellissima camminata che ho affrontato solo in parte prima di tornare al pullman per tornare a Galway.

I miei consigli quindi sono, per l’Irlanda ma anche per viaggiare in generale:
– viaggiate al massimo in 3 o 4 persone
– prenotate in anticipo il volo, ma non i tour organizzati, che possono saltare per piccoli imprevisti
– non andate nei ristoranti italiani, sperimentate il cibo locale!
– viaggiate leggeri e possibilmente in bassa stagione
– comprate una guida turistica dettagliata (lasciate perdere le Mondadori, sia per motivi etici che pratici: sono brutte, pesanti e le figure non dicono molto quando stai cercando un ristorante)
– approfittate degli uffici turistici, gli operatori sono gentili e si trovano le brochure di qualcunque servizio!
– scegliete B&B e ostelli vicini al centro in modo da essere vicini a tutto senza alzarvi all’alba.
– provate tutte le birre e tutti i piatti che non conoscete! 😀

*BUON VIAGGIO*
ienewzz
“Il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo,
si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero.”

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