Parliamo di libri: “Porci con le ali” di Rocco e Antonia (M. Lombardo Radice e L. Ravera)

Le mie letture estive quest’anno sono state davvero ridotte all’osso a causa dell’iperattività delle mie vacanze.
Porci con le ali però merita qualche riga su questo blog e per questo sono qui a scriverne.
Il sottotitolo è “Diario sessuo-politico di due adolescentie difatti non si può descrivere meglio questo testo: pubblicato la prima volta nel 1976 fece grande scandalo a causa del linguaggio triviale e per via dei contenuti espliciti che si notano già dalle prime righe.
La semplicità (o anche banalità se vogliamo) della trama, che racconta la storia d’amore di due sedicenni, Rocco e Antonia, si colora di un’ambientazione anni ’70 molto caratteristica.
I protagonisti hanno una coscienza politica molto forte edulcorata dalla giovane età, che manca molto nelle generazioni di oggi.
Leggendo venivo presa da una sorta di “nostalgia per un’epoca mai vissuta” che rendeva lo scorrimento delle pagine più piacevole.
Tra manifestazioni, riunioni, collettivi, attivismo, i due si conoscono, si innamorano, scoprono il sesso. Lei è più esperta (“perché è femminista”), lui all’inizio è impacciato e questo inorgoglisce lei che si sente una nave scuola che lo inizia ai piaceri del letto.
Quando anche lui avrà delle pretese sessuali che la mortificheranno inizierà la crisi.
Può sembrare un “Tre metri sopra al cielo d’altri tempi” descritto così, ma l’ambientazione e alcune frasi che si sono meritate una riga di evidenziatore arancione sulla mia copia comprata usata lo rendono una valida lettura estiva.

Consigliatissimo a chi vuole evadere da questo periodo di “Cinquanta sfumature” per trovare un’opera letteraria a sfondo sessuale che però mette in primo piano i sentimenti dell’altro/a e la tenerezza dell’asolescenza.
porci con le ali
“… Dici che lasciarsi con il boyfriend è diverso? Innanzitutto, il boyfriend ce l’avranno le figlie delle amiche tue, Rocco è il mio uomo, non fidanzatino, nè filarino, nè ragazzino. Uomo. E basta. E se tu ridi sei una stronza. E se non devo alzare la voce allora non parlo neanche. Non parlo se non posso alzare la voce. Perchè voi volete che noi parliamo, ma è sempre un parlare diverso, con delle regole. Io quel parlare lì non lo chiamo parlare. E non è vero che non capisco, smettila di dire che non capisco. Se continui a dire che non capisco me ne vado. Mamma, io non sono presuntuosa, non voglio avere ragione a tutti i costi, voglio essere ascoltata a tutti i costi o lasciata in pace.”

Annunci

Ehi tu! Avrai qualcosa da dire, no?!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...