I prediciottesimi e come li farei io.

Grazie al post di Giovanna Cosenza, mia ex docente di semiotica, sono venuta a conoscenza dei video pre-diciottesimi. Preferisco non linkarne direttamente nessuno in questo post per non dare ulteriore popolarità a questo tipo di video, sperando che passi questa moda al più presto, almeno in questa forma.
Ma andiamo con ordine.

“Cos’è un prediciottesimo?” si chiederà chi non si è mai imbattuto in questo termine. Ebbene, con prediciottesimo si intende un video girato da un fotografo, che ha come soggetto una ragazzina (ma a volte anche un ragazzino) che sta per compiere i 18 anni.
In questo video la/il committente desidera apparire al meglio in modo da avere un ricordo dell’età (presumibilmente) più bella della propria esistenza.

Va detto che questi video non sono affatto a basso costo, sono molto popolari nel sud Italia, dove sono parecchio diffusi, e vengono proiettati alla festa di compleanno dei 18 anni, traguardo che rispetto al nord viene sicuramente festeggiato con più clamore (io da bolognese nemmeno mi ricordo come ho festeggiato i miei 18, ho preferito aspettare i 20 per fare una festa degna di questo nome… e non ho proiettato nulla! 🙂 )

Il “problema” nasce quando questi video vengono pubblicati dai fotografi che li hanno realizzati sui loro canali di YouTube e diventano virali.

Parlando solo dei video con protagoniste femminili (mi è capitato di guardarne di più e da quasi-donna posso immedesimarmi meglio in queste ragazzine) quello che traspare di più guardandoli è un fortissimo egocentrismo, anche giustificabile in un momento così autocelebrativo… ma malsano!

L’audio è composto solo da hit del momento sfumate una dopo l’altra.
Le ragazze abbassano le lenti da sole a specchio ammiccando dietro la montatura, scendono da limousine di lusso con la telecamera che indugia sulla prima scarpa poggiata a terra, scuotono le chiome fluenti, ondeggiano sui tacchi (anche camminando sugli scogli, oltre che sui selciati!), si immergono in rigagnoli stagnanti, rigorosamente poco vestite e truccatissime.
Giocano a fare le dive, insomma.

pre18
Se madre natura le ha dotate di una fisicità piacente le immagini sono un po’ disturbanti considerando l’età delle protagoniste, ma ancora gradevoli alla vista.
Quando la ragazza in questione, incurante dei chili di troppo si fascia in un abito leopardato i commenti aggressivi sotto il video si sprecano.

Aldilà della cattiveria dei suddetti commenti, in questi video c’è qualcosa che non va.
Perché queste ragazze,
belle o brutte che siano, vogliono essere rappresentate solo come “belle statuine” silenziose e ancheggianti?
Possibile che nessuna di loro voglia fermare il ricordo dei propri quasi-18 in modo diverso?
Se
dovesse diffondersi anche a Bologna questa moda e dovessero chiedermi di realizzare un prediciottesimo come videomaker lo proporrei in modo totalmente diverso.

Chiederei alla ragazza di parlarmi davanti alla telecamera di cosa si aspetta riguardo alla maggiore età, le sue paure, i suoi sogni.
Università? Lavoro? All’estero?
Ancora in casa o presto fuori?
Un’idea su chi voterai? Qual è la prima cosa che vuoi fare da maggiorenne?
Le chiederei di farmi fare un giro, sempre armata di telecamera, nella sua stanza, di spiegarmi chi sono i personaggi sui poster e perché li ha incollati alle pareti.
Poi andrei dai genitori, li farei sedere sul divano e chiederei loro di parlarmi della loro bambina, delle loro ansie adesso che è a un passo dalla patente! 🙂
Potendo passerei anche dai nonni, che mi farebbero vedere vecchie stampe analogiche di una neonata in braccio ad almeno una quarantina di parenti.
Poi con lei andrei dalle amiche, indispensabili: che farete appena avrete compiuto tutte i 18 anni? Cosa ricordate dei vostri anni da minorenni
passati insieme?
Forse sorvolerei su un eventuale fidanzato perché probabilmente potrebbe cambiare nell’arco di un paio d’anni, ma
qualche inquadratura potrebbe meritarsela anche lui.
Poi certo che andrei con la ragazza ben truccata e ben vestita a fare studiate inquadrature
di lei negli scorci più belli della città, ma le userei come coperture per evidenziare le sue parole, perché abbia una bella immagine di sé contornata da contenuti e ricordi preziosi, che rivisti cinque anni dopo facciano sorridere tutta la famiglia.

C’è da dire una cosa in difesa dei prediciottesimi così come li conosciamo:
non sono nati per essere pubblicati online.

La fama di tali prodotti è dovuta ai fotografi che giustamente si pubblicizzano come professionisti condividendoli su YouTube (nella maggior parte dei casi), ma la loro distribuzione primaria è la sala in cui si svolge la festa, in cui la protagonista è circondata da amici che la conoscono da sempre e possono sorridere CON lei e non DI lei anche del video più squallido.

Una volta pubblicato su YouTube il video diventa di dominio pubblico, e i commenti non sono più degli amici, ma di chiunque si trovi a passare di lì, sputando sentenze e giudizi non richiesti.

Ultima osservazione: il passaggio alla maggiore età spesso non è così roseo come si dice e molte mie conoscenze femminili inorridiscono a pensare al loro aspetto quando erano a un passo dai 18, adesso che sono splendide venticinquenni!

Quindi il mio consiglio è di farsi [fare] tante belle foto molto spesso, anche in compagnia, senza per forza pagare un fotografo, in modo da avere ricordi tangibili della propria giovinezza indipendentemente dall’età, che può anche non essere la più rosea.
Un periodo migliore dell’altro lo si troverà prima o poi! :
)

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro ha detto:

    Ciao! Complimenti per l’articolo! Come te mi sto informando per capire meglio questo fenomeno del prediciottesimo leggendo articoli e guardando video. Di questi ultimi ne ho visti alcuni e mi sono sembrati “poveri”, amatoriali e senza un nesso logico; un’insieme di clip montate con un sottofondo musicale. Concordo pienamente con te nel dire che se diventasse famoso anche a Bologna andrebbe gestito diversamente mostrando parenti, facendo domande e contornare il tutto con spezzoni puramente incentrati sull’aspetto estetico del ragazzo/a perché la mentalità è diversa e quando riguarderanno il filmato tra 10 anni avranno qualcosa su cui ridere che coinvolge tutta la famiglia il che giustificherebbe anche la spesa di tutto il servizio.
    La tua idea di impostare il filmato diversamente la trovo ottima e innovativa. Secondo me potrebbe prendere piede. Io personalmente 4 anni fa l’avrei fatta una bella clip con tutta la famiglia.
    Complimenti ancora per l’articolo collega!
    PS. Anche io sono fotografo e studio videomaking.
    Ciao!

  2. jeansata ha detto:

    grazie del commento! 🙂

Ehi tu! Avrai qualcosa da dire, no?!

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