Parliamo di libri: “Tess dei D’Urberville” di Thomas Hardy

Si parlava tempo fa del tag sulle “Malattie Letterarie” che ho scoperto grazie al video di Arianna su Youtube.
In questo video la youtubera dice testualmente che un romanzo che non rileggerebbe è Tess dei d’Urberbille” di Thomas Hardy perché è un libro che l’ha sbattuta sotto un treno facendola stare malissimo”.

Ho pianto, ho dato di stomaco, mi sono incazzata…” la sentivo dire, e pensavo che anch’io volevo provare un simile dolore letterario, non essendomi mai fatta coinvolgere in questo modo da una lettura. Lette quasi 500 pagine in quattro giorni, non vedo l’ora di parlarne!

Consiglio caldamente a chiunque non sappia nulla di questo libro (come me fino a qualche settimana fa) di non leggere trame, recensioni – a parte questa ovviamente – e nemmeno quarti di copertina in libreria, ma di lasciarsi coinvolgere da questa storia completamente all’oscuro di qualunque dettaglio. La lettura ne guadagnerà!

TESS1

Tess dei d’Urberbille” sicuramente non è un testo allegro, ma ammetto che non ho avuto le stesse conseguenze di Arianna da questa lettura (sono un ghiacciolino evidentemente!).
La protagonista, Tess, o si ama o si odia.
È uno di quei personaggi femminili ottocenteschi ingenui destinati a mille disgrazie anche a causa della loro incapacità di affrontare i drammi della vita e le insidie, che spesso si nascondono dietro gli uomini.
Di Tess si può ammirare la forza di volontà legata al lavoro duro nei campi, la determinazione con cui affronta le avversità economiche, ma certamente non le scelte che fa in ambito sentimentale.
Hardy delinea personaggi memorabili, affascinanti, in grado di mutare da una pagina all’altra e (se non si è letta nessuna anticipazione riguardo al romanzo) anche diversi colpi di scena.
Forse il personaggio più celebre dell’opera dopo Tess, Alec d’Urberville, merita un posto d’onore nella mia personale classifica dei migliori villain letterari.

Non voglio dire altro perché di un classico non ci sarebbe bisogno di parlare in questi termini, ma volevo che ci fosse una voce in più nel web a suggerire la lettura di questo capolavoro della letteratura inglese. Lo stile è scorrevole nonostante il testo sia datato, sicuramente aiuta anche la traduzione dell’edizione Rizzoli BUR.
Procuratevelo e affrontate con Tess il grande dramma di “una donna pura” che poi era il sottotitolo della prima edizione.

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