Parliamo di libri (e di film): “Alta fedeltà” di Nick Horby

Si è detto la settimana scorsa che ho recentemente visitato Berlino per la terza volta.
Quello che non ho detto è che a causa di un imprevisto abbiamo “perso” l’aereo dell’andata e abbiamo raggiunto la capitale tedesca in treno, con una sosta tattica di una notte a Monaco, anche per ricordare la vacanza dell’anno scorso.
Questo vuol dire che il libro che contavo di leggere in 4 ore scarse di volo tra andata e ritorno mi ha fatto compagnia per ben 12 ore di treno, anche a causa dell’alta velocità tedesca che non è veloce affatto e a percorrere i 600 km da Monaco a Berlino ci mette circa 7 ore.

Insomma, per fortuna che qualche settimana prima della partenza ho trovato Alta Fedeltà di Nick Hornby a 2€ da Cose d’Altre Case!

Cercavo qualcosa di scorrevole, poco impegnativo, ma che non spegnesse il cervello del tutto!
Con Horby avevo avuto solo una deludente prima impressione leggendo Un ragazzo (brutta traduzione di About a boy) per scuola, ma con questo testo del 1995 ho capito perché è un autore tanto amato.

Stando in tema con il romanzo, ho pensato di parlare del libro parlando delle differenze con il film, che ho visto una volta tornata da Berlino, stilando due classifiche delle 5 cose che ho apprezzato e quelle che avrei preferito diverse nella trasposizione cinematografiche.

Classifica delle 5 cose che NON HO APPREZZATO del film di “Alta fedeltà”:

  1. Nel libro si apprezza tantissimo l’atmosfera degli anni ’90 che io ho vissuto da infante, e soprattutto a Bologna e non a Londra. Però me le ricordo eccome le compilation in cassetta (anche se l’unico uomo che le abbia mai fatte per me è stato mio padre).
    Il libro è del 1995, il film è del 2000. Quel salto di cinque anni si vede anche nell’ambientazione e nelle citazioni ed è un peccato.
  2. Chicago e non Londra. L’ambientazione londinese aveva un senso nel testo originale perché strettamente collegata alle abitudini di Rob, che gira in autobus – quelli rossi a due piani immagino – e trova scandaloso che una donna americana dopo essere stata a letto con lui continui a parlargli (“Questo evidentemente è quello che ti becchi ad andare a letto con un’americana: una bella dose di franchezza e buone intenzioni. Quando mai una rispettabile donna britannica verrebbe qui dopo una fugace scopata?). Ambientando tutto nella chiassosa America tutto questo un po’ si perde.
  3. Laura. Per essere l’ultima donna che ha spezzato il cuore di un uomo che ha avuto 17 amanti me la aspettavo più bella. Stesso discorso per Mary, la seducente cantante che nel film ha un ruolo solo marginale. Se del personaggio di T-Bone si può fare a meno, Mary avrebbe almeno dovuto eseguire il concerto finale nello scalcinato negozio di dischi di Rob.
  4. Ho sentito la mancanza della ramanzina di Laura a proposito dei dischi che Rob le ha regalato nel corso degli anni, ma che lei non apprezza per niente. Per me è uno dei dialoghi migliori del libro, mostra veramente cosa succede alla fine di una relazione stanca.
  5. L’assenza della riflessione sul sentire la mancanza, quando convivi, di qualcuno che “uscendo dal suo percorso abituale” prenda un autobus per venire da te mi è sembrata una perdita per il film. Rob dice spesso che è per questa mancanza che sente sempre pesare la convivenza.Alta_Fedeltà

E adesso le 5 cose che HO APPREZZATO del film:

  1. il rivolgersi di Rob alla Macchina da Presa.
    Senza questo espediente si sarebbero perse molte elucubrazioni del protagonista.
  2. La scelta di Jack Black nel ruolo di Barry e di Joan Cusack nel ruolo di Liz.
    Jack Black è perfetto nel ruolo del rockettaro vagamente squilibrato convinto di essere l’unico sul pianeta a saperne di musica. E Joan Cusack per chi non lo sapesse (come me, prima di andare a controllare su Wikipedia) è la stessa attrice che interpreta la direttrice della scuola in School of Rock, in cui Jack Black è la vera star. L’ho riconosciuta dopo due inquadrature e vedo questo film come una sorta di prequel di School of Rock! 😀
  3. Il cameo di Bruce Springsteen… quello su carta non sarebbe stato possibile! 😀
  4. Ian “Ray” Raymond che si presenta in negozio invece di telefonare a Rob per invitarlo a smetterla con le telefonate ci permette di vedere i tre fantastici “finali alternativi” di questo incontro tra due rivali, uno più violento dell’altro.
    Una delle scene più divertenti del film!
  5. Alcuni dettagli sono davvero fedelissimi al romanzo.
    Molti dialoghi sono riportati così come sono nel libro, e la bottiglia birra che Rob beve quando fa a Laura la sua proposta ha davvero la fetta di limone infilata nel collo.

    E per finire in bellezza:
    le 5 frasi del libro che si sono meritate una sottolineatura ad evidenziatore verde!

    1. (parlando dei genitori delle ex) Strano eh? Passi il Natale in casa loro, stai in ansia quando si operano, dai loro baci, abbracci e fiori, li vedi in vestaglia… e poi, boom, è finita, punto e basta. Addio per sempre. E prima o poi ci saranno un’altra mamma, un altro Natale, ulteriori vene varicose. Si assomigliano tutte, cambiano solo gli indirizzi, e il colore delle vestaglie.
    2. Se qualcuno volesse sapere come arrivare a quota diciassette partner ecco cosa gli direi: fai domande. Funziona proprio perché non è così che ci si dovrebbe comportare, a dar retta al buon senso maschile.
    3. Barry propose di preparare un questionario per possibili partner, un’invervista di 2 o 3 pagine che coprisse le diverse aree musicali/cinematografiche/televisive/librarie… Solo Barry, essendo Barry, passò alla fase successiva: compilò il questionario e lo presentò alla malcapitata del momento, e quella lo usò per picchiarlo… se avessi dato a Marie un simile questionario non l’avrebbe usato per picchiarmi. Avrebbe compreso la validità dell’esperimento.
    4. Sembra quasi che se metti la musica (e i libri probabilmente, e i film, e il teatro, e qualsiasi cosa procuri emozioni) al primo posto, non riuscirai mai a chiarire la tua vita amorosa e non arriverai mai a considerarla come un prodotto finito.
    5. Non andrei a letto solo con lei: mi ritroverei a dormire con tutta la cultura di una single triste. E se andassimo a casa sua ci sarebbe un gatto, e il gatto salterebbe sul letto nel momento cruciale e dovremmo interromperci per consentire a lei di prendere il gatto e chiuderlo in cucina. E probabilmente dovremmo sentire i suoi dischi degli “Eurythmics”, e non ci sarebbe niente da bere.
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