L’ufficio dei miei sogni che chissà se esisterà mai.

Tra le mancanze che mi fanno soffrire di più c’è quella dello spazio, nel senso che sento il disperato bisogno di uno spazio mio, da poter gestire in autonomia e poter lavorare o “giocare al lavoro”, come ama dire il mio incoraggiante uomo.
Tra le cose che mi piacerebbe fare dopo il diploma c’è il procurarmi un ufficio, magari un co-working, per spendere meno e condividere le disgrazie.

Nel mio ufficio ci sarebbe un attaccapanni per appoggiare le diverse giacche di jeans che alterno a seconda della stagione in corso. O al suddetto attaccapanni o a un apposito chiodino attaccherei tutti i miei pass con scritto “staff”, che mi sono serviti per lavorare in passato: per ora sono cinque (il primo è quello dell’Eurovision in Concert nel 2011, l’ultimo è del Biografilm Festival 2014) più un paio che mi hanno dato a conferenze e convegni: li esporrei tutti a grappolo con orgoglio e formerebbero un bellissimo polipo di belle esperienze.

Poi se avessi un ufficio troverei il posto per una piccola libreria in cui disporre rigorosamente in ordine di formato tutti i libri che mi sono stati utili per la mia formazione e sarebbero principalmente saggi, come a dire che ho studiato per essere in grado di fare quello che faccio, mica mi improvviso io!
Da “Storia della Radio e della Televisione” di Monteleone fino a “Il corpo delle donne” della Zanardo, passando per “Semiotica dei nuovi media” di Giovanna Cosenza e “L’audience attiva” di Saveria Capecchi.

Appenderei una bacheca di metallo con le calamite per appendere i volantini degli eventi a cui andare e appunti da tenere a vista.
Le calamite sarebbero sobrie, ma non mancherebbero anche quelle che di solito ci sono sui frigoriferi.
Al muro appenderei anche la mia laurea, giusto perché quando l’ho portata a fare incorniciare il corniciaio mi ha chiesto “E’ per l’ufficio?” e io mi sono messa a ridere, per cui vorrei dargli ragione un giorno.

E a proposito di frigorifero, se fossi in un co-working ne avremmo uno condiviso, il mio cibo lo terrei insieme a quello degli altri nella dispensa comune.
Se invece avessi uno spazio davvero tutto mio ci sarebbe un mini-frigo, magari con un sacco di adesivi geek, e dentro ci terrei yogurt, frutta, e verdura che avrei sempre la pazienza di pulire.
Sarei magra e piena di energie grazie a una dieta bilanciata.

Poi avrei ovviamente una scrivania, anche piccola, ma comoda, a cui potermi sedere rispettando la postura corretta che ci hanno mostrato al corso per la sicurezza sul lavoro.
I gomiti formerebbero un angolo di 90° e starei sempre dritta con la schiena.

Sulla scrivania (o magari nella, nel caso ne trovassi una con dei cassetti molto pratici) troverebbero posto il mio MacBook Pro, i miei 5 hard disc esterni, una campana di DVD e una di CD vergini (nella libreria potrei tenere anche qualche custodia vuota), il tappetino del mouse, una scatola coi cavi che servono sempre, i biglietti da visita, l’agendina e un blocco per prendere appunti.
Nel portapenne (la mia tazza di Maga Magò probabilmente) ci sarebbero alcune biro, un paio di forbici che taglino, un pennarello indelebile per scrivere sui suddetti CD, e magari un righellino, che sembra niente, ma serve sempre.

Forse mi farei prendere la mano e cederei a qualche accessorio sfizioso, ma sempre con moderazione!

Ah già, all’attaccapanni ci terrei anche il marsupio che uso quando vado a fare riprese, poco sexy, ma molto pratico: dentro c’è un portachiavi con una piccola torcia e le forbici pieghevoli, lo scotch di carta e quello trasparente, il mini-kit da ufficio di Tiger e i gessetti per segnare per terra il punto in cui mettere cavalletti e persone.
In un angolo potrei mettere la poltrona-letto dell’Ikea su cui mi butterei a dormire nei momenti di sconforto, ma la coprirei sapientemente in modo che non si veda subito che è quella dell’Ikea che diventa un letto.

E in un angolino ci sarebbe anche un armadietto con l’attrezzatura tecnica, le mie telecamere, sicuramente quella che sto cercando di comprarmi col crowdfunding con successo molto moderato, i cavalletti e magari i faretti.

Cosa ci farei dentro questo bellissimo ufficio immaginario non è ancora molto chiaro, però come vedete è cristallino cosa ci sarebbe dentro!

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