25 fatti librosi (o libreschi?) | 25 bookish things (o fact?)

0) se avete mai avuto un blog conoscete il senso di vuoto che assale quando magari si avrebbe tanto da scrivere, ma manca la voglia. Ecco, allora si rimedia con un tag farlocco, perché non è nemmeno formato da una serie di domande, ma da “fatti libreschi” detti a caso e in ordine sparso… LET’s GO!

1) per me gran parte del piacere della lettura è trovare i miei libri al prezzo pù stracciato possibile, specialmente se non si parla di ultime uscite. Per questo e per questioni di spazio, preferisco i tascabili.

2) mi rendo conto che se tutti facessero come me il mercato dell’editoria andrebbe a rotoli, anche perché compro quasi solo usato.

3) per la stessa ragione del punto 1) ho un rapporto di odio/amore con le biblioteche: è vero che permettono di leggere gratis, ma poi il libro che magari ti ha tanto appassionato lo devi restituire… e può essere straziante!

4) difatti alcuni libri che ho adorato nel corso dell’infanzia li presi in biblioteca e oggi sono ovviamente fuori catalogo e io non li posseggo e quindi non posso rileggerli e quindi questo mi genera frustrazione!

5) spesso il mio segnalibro finisce per essere lo scontrino del libro stesso che sto leggendo: se il prezzo è particolarmente basso mi mette di buon umore! 😀

6) ho un documento di OpenOffice che si chiama molto didascalicamente “elenco perfetto di tutti i libri che ho letto (per ora)” in costante aggiornamento: è sopravvissuto incolume all’implosione del mio vecchio PC e adesso lo tengo anche su dropbox.

7) questo elenco conta TUTTI i libri che ho letto nel corso della mia esistenza da quelli del Battello a Vapore, passando per la collana Le Ragazzine dalla costa rosa fino a Via col vento e Madame Bovary e si compone, al momento, di circa 300 titoli… so che posso fare di meglio!

8) solo da qualche anno ho cominciato a vivere con più leggerezza la questione del POSSESSO dei libri: tempo fa sognavo di avere una libreria GIGANTE con TUTTI i libri letti nel corso di una vita, mentre ora quelli che non mi hanno entusiasmato o che non hanno lasciato impresso nulla semplicemente li vendo/regalo/baratto/abbandono sui mezzi di trasporto.

9) non sono una di quelle che “legge solo classici”… però dopo aver finito un BEL classico mi rendo conto del perché sia diventato tale e inevitabilmente mi piace più di molte altre opere contemporanee che ho letto… oltretutto ogni volta che in un romanzo compare un cellulare mi indispongo, non so perchè! 😀

10) a proposito di contemporanei, ho un pessimo rapporto con Stephen King: gli ho dato ben 5 possibilità (Carrie, Il gioco di Gerald, Torno a prenderti, Misery e la raccolta di racconti Scheletri) e non amo per niente il suo stile. Salvo solo Misery di quelli citati, sono convinta che in lingua originale per un anglofono possa essere migliore, ma per un genere come il suo non farei mai il tentativo. Quindi ciao Steve, è stato bello, a mai più!

11) quando pendolavo tra Bologna e Cesena, non mi pesavano le 2 ore al giorno da passare in treno tra andata e ritorno perché avevo sempre con me la “lettura da treno” a farmi compagnia.

12) ho letto gran parte di Fango di Ammaniti durante una mattinata in cui il treno rimase bloccato in una stazione per una buona mezzora extra. Arrivai a lezione con un male di vivere e un’angoscia addosso indimenticabili! 😀

13) da quando seguo diverse ragazze su youtube che parlano di libri la mia wishlist si allunga sempre di più, ma non sempre quando seguo i loro consigli rimango soddisfatta: sto inquadrando quelle con cui sono più affine 🙂

14) ho provato a leggere su kindle, mi rendo conto sia comodo soprattutto in viaggio quando hai l’indecisione di cosa portarti o vorresti iniziare quel tomo di 800 pagine. Però il suo uso annullerebbe gran parte dei miei piaceri della lettura, quindi continuerò a riempirmi la casa di carta e ad usare il kindle dell’uomo solo in casi di emergenza.

15) le dediche all’interno dei libri usati più che intenerirmi mi intristiscono perché penso che quel libro magari regalato con tanto amore è stato poi venduto dal destinatario per chissà quale motivo, solitamente non positivo!

16) Dumas è stato mio fedele compagno nell’adolescenza, Robin Hood e I 3 Moschettieri mi hanno appassionato tantissimo a 16 anni, sono storie senza tempo che hanno fatto scuola a tanti dopo la loro pubblicazione.

17) l’unica saga che ho davvero seguito e che si è meritata la mia attenzione è stata la trilogia nata da Il cavaliere d’inverno di Paullina Simmons. No, non ho mai letto Harry Potter.

18) sono convinta che uno dei generi più difficili da scrivere sia l’erotico, o comunque le scene di sesso in qualunque contesto: il confine tra trashata e testo appasionato ed eccitante è labilissimo.

19) compro online praticamente solo libri introvabili, fuori catalogo o che non riesco a trovare in negozio.

20) ho la carta fedeltà di tutte le librerie del centro: l’uomo mi dice sempre che servono per fidelizzarti, ma se le ho di tutte le catene di negozi è come non averla di nessuno, noh?

21) di solito, quando accumulo abbastanza punti nelle suddette carte fedeltà compro una graphic novel, questo perché il tempo che ci metto a leggere un libro a fumetti è ridotto, ma non per questo meno di qualità. Inoltre le graphic novel sono spesso costose, ma introvabili usate e devono essere in buone condizioni per poter essere apprezzate.

22) come non sopporto la serialità televisiva, faccio molta fatica anche con quella letteraria (vedi punto 17)… e non riuscirei mai a leggere fumetti a puntate, per questo vado sulle graphic novel!

23) nonostante la frustrazione citata al punto 4, raramente rileggo per intero un libro: è più facile che vada a ripescare le “parti preferite” e le rilegga a ripetizione.

24) per facilitare questa operazione, spesso sottolineo (a penna o evidenziatore, oh yeah! perché la matita non mi dà lo stesso senso di sicurezza) le suddette “parti preferite”, per meglio ritrovarle in seguito. Abitudine malsana nata con Papà Goriot di Balzac, testo di studio quando ero in quinta superiore: al ritorno dalle vacanze di Natale ci sarebbero state fior di interrogazioni su quel libro e per meglio trovare le parti che sicuramente la prof avrebbe chiesto di interpretare sottolineavo brutalmente.

25) dal 2013 su questo blog ho una rubrichetta in cui parlo di libri, la trovate qui: l’articolo più letto è ovviamente quello sulle differenze tra il film “Amori e incantesimi” e il libro da cui è tratto, ma del resto l’ho scritto apposta per attirare le curiose che non trovano il libro perché è fuori catalogo! 😀

gattolibri

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